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  • Eleonora Montanari

Banalità o provocazione?


Ultimamente si è parlato parecchio della nuova borsa di Balenciaga.

Dopo la borsa a righe colorate che strizzava l’occhio alla laundry bag delle lavanderie asiatiche…

... nei giorni scorsi il noto marchio francese è tornato alla ribalta con la borsa creata a immagine e somiglianza della shopper dell’Ikea.

Questa tendenza è uno dei trend più ricorrenti nella storia del costume. Molti stilisti hanno introdotto nel corso degli ultimi anni oggetti di uso comune nel mondo aspirazionale della moda.

Jil Sander, ad esempio, con la sua celebre borsa citazione dei sacchetti di plastica...

... riproposta anche da Ashish, che li ha fatti sfilare in passerella rivisitandoli in chiave glitter.

Rimanendo nell'ambito della "spesa al supermercato", non possiamo non ricordare le borse a forma di sacchetto di carta, proposte da Jil Sander e dalla maison Céline.

Ermanno Scervino, ha recuperato la classica retina della spesa a sua volta "copiata" dalle retine per le patate.

Au Jour le Jour, invece ha imitato direttamente il mitico fustino di detersivo, proponendo una borsa che è la copia di un modello vintage del 1980.

È facile criticare queste scelte. Diciamo che il risultato può piacere o meno, ma la capacità che hanno questi oggetti di raccontare storie, epoche e ossessioni è palese.

L'oggetto quotidiano viene caricato di nuovo significato e lo stilista, con la semplicità di un gesto o con la forza di un simbolo, lancia la sua personale provocazione in pasto al proprio pubblico.

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