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  • Aida González de Álamo | Traduzione: Eleonora

La moda ai tempi della tecnologia


La tradizione vuole che la prima domenica di maggio si celebri a New York la gala Met e il tema di quest’anno è stato ManusxMachina, la moda ai tempi della tecnologia. Il red carpet che copre le scale di accesso si è riempito, come era da prevedere, di vestiti metallizzati, ma hanno sfilato solo abiti lunari e argentati, più tipici della Barbarella della fine degli anni Sessanta che del 2016. Zac Posen ha lasciato tutti a bocca aperta presentando una Cenerentola radioattiva che brillava di luce propria – in particolare al buio.

In molti abiti la tecnologia era patente nei particolari e nei tessuti: tagliati al laser, realizzati in materiali ricavati da stampanti 3D e il cui disegno non sarebbe stato possibile senza le nuove tecnologie. Meno metallizzati, ma molto più futuristi, come il Versace di Kate Hudson, il Burberry di Blake Lively e il Marchesa di Karolina Kurkova.

Kate Hudson con un modello di Versace e Karolina Kurkova con l’abito cognitivo

La top model Karolina Kurkova ha brillato in un modo diverso dal solito grazie a un abito intelligente e social creato da Marchesa e IBM. Si tratta di un modello che rispetta le linee tipiche della maison – è un vestito da fiaba – ma i fiori che lo ricoprono nascondono un segreto: 150 LED che cambiano colore in base ai tweet scritti della gente sul vestito in questione usando gli hashtags #cognitivedress e #metgala. A dir poco impressionante.

Prime fasi della creazione

IBM doveva spiegare a Marchesa il tipo di disegno necessario per permettere alla trama di luci e sensori interconnessi di funzionare e ottenere, come risultato finale, un bel vestito, e non un vestito che aspirasse ad essere il prossimo albero di Natale.

Il risultato è stato impressionante. Non è il primo vestito con LED, ma quelli creati fino ad ora non presentavano un livello di risposta ed eleganza pari a quello di Marchesa e IBM.

L’abito è in tulle bianco con fiori Bianchi e i 150 LED cambiano colore secondo le emozioni che riflettono. Erano programmati per mostrare cinque dei possibili stati d’animo che poteva suscitare il capo: allegria, emozione, passione, ispirazione e curiosità.

Se i tweet trasmettevano allegri, i fiori diventavano rosa.

Se le luci brillavano in una tonalità azzurra chi twittava era emozionato.

A Madrid è già stato presentato un prototipo simile in una delle ultime edizioni di The App Date Fashion presso Espacio Telefónica, dove è stato mostrato l’abito environmental dress. Si tratta di un vestito che, invece di reagire a emozioni esterne, registra e raccoglie le informazioni che genera il corpo di chi lo indossa. Vale a dire, analizza la temperatura del corpo, oltre ad altri fattori, per sapere se chi lo indossa si sente comodo, a disagio, se l’ambiente è troppo aggressivo, se fa troppo caldo, e così via.

Più moderno e meno elegante, ma con sensori LED

L’idea consiste nel poter adattare l’abbigliamento all'ambiente e usare sensori per sapere come proteggere meglio le persone. Questi sensori, diversamente dal magnifico abito di Marchesa, possono passare da un capo all'altro, pertanto non è necessario comprare solo vestiti di questo tipo. Inoltre, l’environmental dress ha un altro vantaggio rispetto a quello della maison americana. Grazie all’Instagram della top model sappiamo che con il vestito cognitivo era impossibile sedersi.

Nemmeno in macchina

Un altro dei prototipi presentati a Madrid, la versione 2.0, è decisamente più futurista e invece di sensori luminosi presenta uno scafandro protettore che si attiva quando il capo rileva che chi lo indossa è in pericolo – a causa di un’esposizione eccessiva alla luce solare, per il freddo, il vento, e così via.

Perfetto per le giornate piovose

La tecnologia, l’Internet delle cose (IoT) e i famosi dispositivi wearable sono ovunque, è logico che prima o poi si facessero spazio sulla passerella.


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